Forlì

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Località

La Cattedrale di Santa Croce è il Duomo di Forlì nonché la sede del vescovo dell’arcidiocesi Forlì – Bertinoro, è considerata la più solenne fra le cattedrali di Romagna. Le prime notizie sulle origini dell’edificio risalgono al X secolo ma, nel corso della storia, la Cattedrale ha subito numerose modifiche. Nel XIX fu quasi completamente ricostruita con l’imponente aspetto neoclassico con cui si presenta oggi. Culti antichi e popolari culminano nella venerazione per la Madonna del Fuoco protettrice della città, e patrono che si festeggia il quattro di febbraio.

CENNI STORICI
Fondata dai Romani nel II secolo a. C. con il nome di Forum Livii, all’incrocio della via consolare con la strada che portava in Toscana, la città è situata nella parte orientale della Pianura Padana lungo la Via Emilia a circa 30 chilometri dalle località balneari della riviera adriatica e ai piedi delle verdi colline dell’Appennino Tosco-Romagnolo.
Forlì conserva tracce significative sia dell’epoca romanica sia di quella rinascimentale, che ha visto Caterina Sforza signora incontrastata della città.
Notevole è anche la presenza di un ricco patrimonio del periodo razionalista degli anni venti e trenta.

Curiosità
La notte del 4 febbraio del 1428 un incendio divampò nella casa del maestro di scuola forlivese Lombardino da Ripapetrosa, lasciando intatta la xilografia della Vergine. Da quel momento l’immagine venne traslata in cattedrale dove tuttora si venera con il nome di Madonna del Fuoco, patrona della città. Nell’iconografia la Vergine è raffigurata col Bambino mentre campeggiano ai lati il sole e la luna, simboli, nell’antico culto pagano, del dio italico Giano. In seguito al miracolo, l’immagine della Madonna del Fuoco si dipingeva sul retro del carro agricolo e nelle maioliche da collocare all’ingresso delle case per scongiurare gli incendi. I contadini festeggiavano la Madonna del Fuoco ogni anno già dalla sera del 3 febbraio con le focarine, i fuochi di giubilo nei campi.
Ai giorni nostri il 4 febbraio le vie intorno al duomo si popolano di bancarelle con la tipica piadina della ‘Madonna del Fuoco’, dolce e speziata all’anice.

Quando andarci e cosa vedere

Nel centro storico, sono riconoscibili i due assi viari principali di origine romana, suddivisi nei quattro corsi principali (Mazzini, Garibaldi, Diaz e della Repubblica), che convergono sulla Piazza A. Saffi. Su di essa si affacciano alcuni tra gli edifici più rappresentativi delle varie epoche cittadine:
• la basilica romanica di San Mercuriale con l’imponente campanile originale del XII secolo;
• il Palazzo Comunale, sede del Municipio, risalente al XIV secolo e rimaneggiato più volte, con la Torre dell’Orologio;
• i quattrocenteschi Palazzo del Podestà e Palazzo Albertini, sede di interessanti esposizioni;
• il novecentesco Palazzo delle Poste, esempio di architettura del Ventennio di cui troviamo tracce significative anche negli edifici di Viale della Libertà, tra cui l’EX-Gil, recentemente ristrutturato e Piazzale della Vittoria, nei pressi della Stazione ferroviaria.
Il dominio della famiglia Ordelaffi sulla città, durato circa due secoli, fece sì che Forlì fosse arricchita di palazzi nobiliari che si possono ammirare passeggiando lungo le vie del centro storico, in particolare Corso Garibaldi e Via P. Maroncelli. A Pino III Ordelaffi si deve la fortificazione della Rocca di Ravaldino completata nel 1480, oggi intitolata a Caterina Sforza.
Forlì è una destinazione frequentabile durante tutto l’arco dell’anno. Nel periodo estivo, in particolare con la rassegna “Piazze d’Estate” e il ricco cartellone di spettacoli dell’Arena San Domenico, la città si anima di numerose iniziative culturali che consentono di vivere il centro storico attraverso l’accesso a luoghi normalmente non visitabili e la valorizzazione delle bellezze artistiche, anche negli angoli più sconosciuti della città.
Da non perdere anche una visita al Parco Urbano Franco Agosto a poche centinaia d metri da Piazza Saffi, un’area verde unica nel suo genere che ricopre una superficie di 26 ettari delimitata dal fiume Montone. L’area dispone di un laghetto con oche e anatre in libertà, un centro sportivo con campi da basket, calcetto, beach, bocce e un maneggio. Inoltre spazi attrezzati per i bambini con castelli gonfiabili e altri giochi, percorso vita e diversi punti di ristoro.
Merita una visita il Complesso museale di San Domenico, nel cuore del centro storico. Sede della sezione più antica della Pinacoteca, catalizzatore di visitatori grazie alle prestigiose mostre, quest’anno dedicata a Dante. Il complesso ospita la celebre Ebe di Canova e la Dama dei Gelsomini di Lorenzo Di Credi.

SULLA TAVOLA
Piatto simbolo del forlivese sono i passatelli rigorosamente cotti in brodo. Come non disdegnare poi una piadina fumante nei tipici chioschi? Buona con ogni farcitura, si gusta al meglio con lo squacquerone, formaggio morbido tipico del territorio, la ricotta o i salumi, sempre accompagnati dal Sangiovese, il buon rosso delle colline romagnole.

Come arrivare

In auto
A14 (Bologna – Bari – Taranto), “uscita Forlì”, a 65 km da Bologna, 82 Km da A1 (Milano -Napoli) svincolo, a 8 km dalla superstrada E45 (Roma – Ravenna), a 130 km da Ancona. C’è la possibilità di parcheggiare nel centro storico: il servizio è a pagamento da lunedì a venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 15. I parcheggi gratuiti 7 giorni su 7 si trovano nelle immediate vicinanze

In treno
La stazione ferroviaria di Forlì, linea adriatica; collegamenti con treni Intercity a tutte le principali città.

In autobus
Start Romagna collega la città con tutti i centri del circondario e con le spiagge della Riviera Adriatica partendo dal Punto Bus a fianco alla Stazione FS.
In aereo: L’Aeroporto Luigi Ridolfi collega Forlì con l’Italia e l’estero e dista 4,7 km dalla stazione di Forlì, raggiungibile in autobus o in taxi.

Strutture vicine

Corso della Repubblica, 193

Repubblica

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Via Lughese, 50/A

Lina

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Piazza San Massimiano, 8

San Massimiano

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Via Prato dei Grilli, 126

La Tana del Grillo Parlante

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